LA SOLITA DISINFORMAZIONE
Siamo assolutamente certi che il Presidente della Repubblica Italiana, il palermitano Sergio Mattarella, sia un avvocato che conosce i ferri del suo mestiere, ed in particolare le prerogative che, in quanto capo dello Stato, gli vengono assegnate dalla Costituzione.
Per questo restiamo attoniti leggendo un articolo redazionale, presente sull’edizione di martedì cinque marzo del quotidiano fascista Secolo d’Italia, nel quale si riprendono alcune dichiarazioni del primo cittadino della Repubblica a riguardo della promulgazione di talune leggi contestate.
Secondo quanto scrivono nelle stanze romane di via della Scrofa, il Mattarella sosterrebbe che, secondo l’articolo settantaquattro della Carta Costituzionale, egli non avrebbe il potere di bloccare la promulgazione di una legge se non in caso di evidente incostituzionalità della stessa.
Ci permettiamo di far sommessamente notare che, tra il firmare l’approvazione di qualunque cosa gli venga sottoposta e il rifiuto a porre la propria sigla in calce ad ogni provvedimento legislativo, esiste anche una terza possibilità: il rinvio alle Camere del provvedimento contestato, per verificare se esso possa essere riformulato.
Certamente, se le assemblee elettive successivamente gli ripresentano la stessa legge senza alcuna modifica, allora giustamente il Presidente della Repubblica Italiana è costretto a firmarne l'entrata in vigore del provvedimento, ma qualche possibilità di quanto meno rallentare l’iter di approvazione di certe porcherie inevitabilmente la ha: se non la utilizza è una scelta consapevole, non un obbligo.
Bosio (Al), 12 marzo 2024
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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